Di seguito l’intervento della senatrice Adriana Poli Bortone al Senato dopo le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Mario Monti:
“Signor Presidente del Consiglio, nel 1994 scegliemmo lei e la Bonino per rappresentare l’Italia in Europa. Ambedue l’avete rappresentata egregiamente ed oggi, nuovamente, facciamo ricorso a lei per ristabilire con l’Europa un rapporto purtroppo fortemente incrinato. E come italiani non possiamo sperare nient’altro che questo avvenga al più presto.Certo, oggi è un giorno in cui stiamo vivendo sentimenti contrastanti. Da un lato si celebra il fallimento della democrazia elettorale (e saremmo degli ipocriti se non confessassimo la nostra amarezza), dall’altro si fa avanti la speranza che viene proprio dalla crisi, una crisi che se vissuta nel suo significato etimologico può essere intesa come momento di riflessione, di discernimento, di valutazione.Viviamola così, come un momento di riflessione responsabile e forte sugli errori commessi ma anche sulle prospettive future. Un passaggio epocale per l’Italia, di rasserenamento degli animi, di accantonamento, sia pur temporaneo, delle conflittualità, che non significa certo l’omologazione e l’annullamento delle nostre diverse culture e provenienze politiche, ma la volontà comune di raggiungere quegli obiettivi di coesione nazionale ed equità sociale che lei ha inteso assumere come cifra stilistica del suo gravoso mandato.
Ripeterò qui, Presidente, quel che le abbiamo chiesto quando ha avuto la cortesia di ascoltarci, sia pure come piccolo Gruppo rappresentante del «Grande Sud». Due sono stati gli argomenti che ribadiamo come richiesta di impegno politico-programmatico: l’attenzione al Mezzogiorno e la spinta più forte non solo verso rapporti meno ancillari nei riguardi dell’Europa, ma l’impegno verso la formazione di una coscienza collettiva di cittadinanza europea. Doveri e diritti nei riguardi dell’Europa, coprotagonismo dell’Italia nella fase ascendente, dovere del rispetto delle regole nella fase discendente; un coprotagonismo per evitare di continuare ad essere schiacciati dall’asse franco-tedesco, e che potrà trovare la sua forza nel Parlamento nazionale, se questo però sarà continuamente e preventivamente coinvolto nelle scelte. Questa potrebbe essere, Presidente, proprio la chiave di volta per evitare di far prevalere quella che qualcuno ha definito una fragilità politica di questo Governo e che oggi, a torto o a ragione, viene imputata ad un Governo che è composto da ottimi tecnici.

Noi di Grande Sud nel Gruppo di Coesione Nazionale siamo convinti che proprio di questi tempi, in tempi di emergenza, il Parlamento saprà assumersi appieno le sue responsabilità, che non si esauriscono solo in un voto di assenso, che noi daremo, ma si esprimono attraverso una costante attività di supporto ed accompagnamento all’attività del Governo. Insomma, non ci faccia sentire dei nominati, ma degli eletti.
Sappiamo che stiamo vivendo e dovremo vivere momenti difficili e che difficilissimo risulta poter coniugare il rientro dal debito pubblico e crescita. Ma lei, Presidente, ci ha fatto delle promesse; attualmente sarebbero più che sufficienti. Equità sociale: basterebbe rispettare gli articoli dal 29 al 47 della nostra Costituzione per garantire quell’equità che è il corretto rapporto fra cittadino e Stato, è il riconoscere diritti e doveri uguali per tutti, sia che si abiti al Nord, sia che si abiti al Sud d’Italia; il dovere del cittadino di pagare le tasse in proporzione al suo reddito, ma il diritto a ricevere servizi uguali, senza discriminazione alcuna fra Nord e Sud.
A questo proposito, rivolgiamo fin d’ora un accorato appello al ministro Passera perché incominci da subito a metter mano a quella perequazione infrastrutturale che consentirà al Meridione di creare sviluppo e posti di lavoro duraturi. Blocchi Trenitalia, Ministro; non consenta che dal dicembre prossimo siano tagliati i trasporti su ferro, essenziali per l’economia del Mezzogiorno e quindi per l’economia dell’Italia intera. Lei è titolare di un Ministero che opportunamente coniuga sviluppo ed infrastrutture. Porti avanti il suo mandato secondo la mission del suo Dicastero, attraverso forme di concertazione rapida, seria, con il territorio, sapendo individuare quelle priorità che rendano credibili anche agli occhi dell’Europa le politiche di coesione.
Diciamocelo chiaramente: dobbiamo riconoscere che all’interno del territorio nazionale le politiche di coesione non hanno portato i frutti dovuti; anzi, per una serie di concause dobbiamo registrarne il quasi fallimento, se è vero com’è vero che le Regioni dell’obiettivo convergenza non ne hanno tratto certamente vantaggio, tant’è che il divario fra Nord e Sud più che diminuire è aumentato e il 2013 è alle porte.
Gli impegni sono ancora scarsi e per questo aspetto la lettera dell’Esecutivo Berlusconi alle autorità europee non è granché tranquillizzante laddove al punto cinque, nell’indicare come impegno anche la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali, viene indicata una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari che ovviamente impedirebbe il pieno utilizzo dei fondi stessi.
Quanto poi alla disponibilità alla richiesta di un sostegno tecnico alla Commissione europea, pensiamo che questo impegno forse possa essere disatteso da questo Governo considerate le indubbie quanto riconosciute capacità del ministro Barca, che per noi non è conoscenza dell’ultim’ora ma ottimo professionista che abbiamo potuto apprezzare nel corso degli anni e che avrà certamente in Europa la credibilità e l’autorità per portare completamente avanti le politiche di coesione territoriale anche per l’obiettivo convergenza ed in Italia saprà essere strettamente complementare all’attività del ministro Passera per garantire il raggiungimento degli obiettivi di coesione territoriale che significano sviluppo, crescita, meno povertà.
A questo proposito, Presidente, confusi come siamo fra Piano del Sud, Banca del Sud, Programma Eurosud, per capire le chiediamo una cosa semplicissima, una sorta di due diligence sulla situazione reale del Mezzogiorno, un’informativa del Governo a breve, ma con documenti certi e con prospettive certe.
Noi di «Grande Sud» non siamo secessionisti o apoditticamente revanscisti. Vogliamo sentirci semplicemente italiani; italiani come gli altri che abitano in altre Regioni. Qualcuno, nel rilevare le presunte negatività del suo Governo, ha rilevato, tra l’altro, che su 12 Ministri 9 sono settentrionali.
Ebbene da meridionale fiera – lo dico sempre – di essere meridionale le dico che l’essere meridionale non è condizione necessaria e sufficiente per amare davvero il Mezzogiorno d’Italia.
A noi piace sentirci italiani che abitano ed operano al Sud e si impegnano per fare in modo che in Europa non si parli più di un’Italia duale, ma di una sola Italia e nel fare gli auguri al suo Governo ed alla sua bellissima squadra facciamo gli auguri a noi stessi perché con l’azione governativa e l’impegno responsabile e leale del Parlamento l’Italia possa superare uno dei momenti più drammatici della sua vita sociale ed economica. Buon lavoro!”