di Salvo Fleres* – Quando un ministro non condivide le proposte del governo di cui fa parte, non piange, non si commuove, chiede scusa e si dimette. Se fossi stato al posto del ministro del welfare questo è quello che avrei fatto, soprattutto dopo la sarcastica replica del presidente del consiglio: commuoviti ma spiega cosa abbiamo fatto.
La manovra proposta dal governo Monti non è ricevibile perché colpisce i settori più deboli, soprattutto al Sud e non tocca, se non marginalmente, gli sprechi della pubblica amministrazione e la sua ridondande autoreferenzialità cui costi sono diventati insopportabili.
Ma d’altra parte cosa avrebbe potuto fare Monti e la sua squadra di tecnici se non affidarsi alla burocrazia e cosa avrebbe potuto fare la burocrazia se non difendere le proprie prerogative ed i propri privilegi.
Le scelte compiute confermano, purtroppo, un elemento che era noto ma che non emergeva: la politica è riuscita a tagliare i propri stipendi ed i propri privilegi ma l’alta burocrazia, confermando la sua vocazione autoreferenziale, non molla!
Invece che il blocco della indicizzazione delle pensioni più basse, oltre che delle altre, avremmo voluto vedere significativi tagli agli stipendi degli alti dirigenti della pubblica amministrazione, dei magistrati, dei conduttori televisivi etc. Tagli pari almeno a quelli adottati per la politica, almeno il 30%, e invece niente, mentre si vuol tassare la prima casa e persino i piccoli risparmiatori ed i piccoli imprenditori, casualmente molto presenti al Sud.
Avremmo voluto vedere un piano di opere infrastrutturali in grado di colmare la sperequazione presente nel nostro Paese e invece abbiamo ascoltato le solite promesse e nulla di concreto. Avremmo voluto assistere ad un piano di liberalizzazioni ampio ed articolato, che tenesse conto della situazione di partenza e invece il tutto si limita ai farmaci di fascia C da vendere anche nei supermercati.
Non è così che si salva il Paese. Così si salva la burocrazia, lo spreco, il malcostume e si condannano i cittadini, gli imprenditori virtuosi e soprattutto il Sud.
* senatore di Grande Sud