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12 dicembre 2011

MANOVRA: DA GRANDE SUD OLTRE 50 EMENDAMENTI. LAVORO, INFRASTRUTTURE, RISTRUTTURAZIONI IMMOBILI ALLUVIONATI

I parlamentari nazionali di Grande Sud hanno presentato oltre 50 emendamenti al pacchetto Salva-Italia. Lo rende noto l’Ufficio Stampa del movimento arancione.
Tra le misure correttive presentate dal partito guidato da Gianfranco Miccichè spiccano l’azzeramento della contribuzione per cinque anni alle aziende che assumono a tempo indeterminato al Sud – ex zone obiettivo 1; l’inserimento come priorità esecutive di 39 infrastrutture essenziali per il Sud, tra le quali figurano la Circumetnea, il raddoppio della Ragusa-Catania, la strada statale dei due mari, la metropolitana di Reggio Calabria, la strada statale Salerno-Potenza-Bari, la metropolitana di Napoli – linea 1 -, la Tarato-Manduria-Lecce; l’istituzione di un elenco delle opere pubbliche incompiute che possono essere oggetto di riadattamento e riutilizzo, ovvero vendute a privati; l’eliminazione del tetto massimo di spesa in ristrutturazione per gli immobili danneggiati da eventi calamitosi straordinari, come le alluvioni del messinese.

11 dicembre 2011

MANOVRA: GRANDE SUD “CHIESTO A CORTE DEI CONTI DI FARE PIENA LUCE SU UTLIZZO FAS”

“Abbiamo chiesto al presidente della Corte dei Conti una rigorosa valutazione dell’utilizzo dei Fas compiuto dai governi negli ultimi anni. Per potere programmare e attuare delle nuove ed efficaci politiche di coesione territoriale è necessario fare piena luce su questo specifico aspetto, al fine di comprendere appieno quanto e perché è stato tolto al Meridione”. Così i parlamentari nazionali di Grande Sud Pippo Fallica e Marco Pugliese, dopo avere assistito all’audizione nelle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato del presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino.

10 dicembre 2011

PENSIONI, OBBLIGATORIO CONTO CORRENTE PER ACCREDITO. NO CASH SOPRA I 500 EURO

E’ l’articolo 12 del decreto “salva -Italia”, quello che limita l’uso del contante, che imporrà a circa due milioni di pensionati di aprirsi un conto corrente bancario se ancora non lo possiedono.
Per gli importi superiori a 500 euro, infatti, non sarà più possibile usare le banconote. Protestano subito le associazioni dei consumatori: “a pagare sono sempre i più deboli“.
Mentre il ministero dell’Economia fa sapere che, in accordo con l’Associazione bancaria italiana, verranno creati conti correnti “vecchio stile” per andare incontro alle esigenze dei pensionati che, nella maggior parte dei casi hanno pochissima dimestichezza con le nuove tecnologie.
Secondo poi, saranno conti correnti base, cioè a basso costo.  Zero spese per le fasce socialmente svantaggiate.

5 dicembre 2011

UNA MANOVRA CHE COLPISCE I SETTORI PIU’ DEBOLI DEL SUD

di Salvo Fleres* – Quando un ministro non condivide le proposte del governo di cui fa parte, non piange, non si commuove, chiede scusa e si dimette. Se fossi stato al posto del ministro del welfare questo è quello che avrei fatto, soprattutto dopo la sarcastica replica del presidente del consiglio: commuoviti ma spiega cosa abbiamo fatto.
La manovra proposta dal governo Monti non è ricevibile perché colpisce i settori più deboli, soprattutto al Sud e non tocca, se non marginalmente, gli sprechi della pubblica amministrazione e la sua ridondande autoreferenzialità cui costi sono diventati insopportabili.
Ma d’altra parte cosa avrebbe potuto fare Monti e la sua squadra di tecnici se non affidarsi alla burocrazia e cosa avrebbe potuto fare la burocrazia se non difendere le proprie prerogative ed i propri privilegi.
Le scelte compiute confermano, purtroppo, un elemento che era noto ma che non emergeva: la politica è riuscita a tagliare i propri stipendi ed i propri privilegi ma l’alta burocrazia, confermando la sua vocazione autoreferenziale, non molla!
Invece che il blocco della indicizzazione delle pensioni più basse, oltre che delle altre, avremmo voluto vedere significativi tagli agli stipendi degli alti dirigenti della pubblica amministrazione, dei magistrati, dei conduttori televisivi etc. Tagli pari almeno a quelli adottati per la politica, almeno il 30%, e invece niente, mentre si vuol tassare la prima casa e persino i piccoli risparmiatori ed i piccoli imprenditori, casualmente molto presenti al Sud.
Avremmo voluto vedere un piano di opere infrastrutturali in grado di colmare la sperequazione presente nel nostro Paese e invece abbiamo ascoltato le solite promesse e nulla di concreto. Avremmo voluto assistere ad un piano di liberalizzazioni ampio ed articolato, che tenesse conto della situazione di partenza e invece il tutto si limita ai farmaci di fascia C da vendere anche nei supermercati.
Non è così che si salva il Paese. Così si salva la burocrazia, lo spreco, il malcostume e si condannano i cittadini, gli imprenditori virtuosi e soprattutto il Sud.
* senatore di Grande Sud

2 dicembre 2011

MICCICHE’: “BUONI PROPOSITI DI PASSERA SUL SUD COME QUELLI DI TREMONTI, SPERIAMO SIA DIVERSO”

Il  ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera,  intervenendo a Roma agli Stati Generali di Confcommercio-Imprese per l’Italia ha ribadito l’importanza di “chiudere il divario con il Sud che si sta allargando’, recuperando tutto il possibile in termini di risorse”.
All’esponente del governo Monti ha replicato il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, evidenziando come “I buoni propositi espressi dal ministro Passera, sulla necessità di ridurre il gap Nord-Sud, mi fanno tornare alla mente quelli del ministro Tremonti. Speriamo che almeno Passera, a differenza di altri, su questi fondamentali temi non sia solamente chiacchiere e distintivi”.